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Serata in nero al Teatro Verdi

25/10/2010

Non solo uno spettacolo teatrale, ma una vera festa di compleanno con tanto di brindisi finale (in nero!) per festeggiare i 35 anni del Teatro del Buratto.

di  Teatro Verdi

serata in nero

Serata in nero è in scena dal 20 al 31 ottobre. Lo spettacolo-festa celebra la storia dei 35 anni della Compagnia raccontata attraverso i quadri animati degli spettacoli più significativi di teatro su nero che nel corso degli anni ne hanno scritto la storia e vuole essere anche un omaggio al pubblico che in questi anni ci ha seguiti e sostenuti.

In uno spazio nero e spoglio - lo spazio della scena - la memoria si fa forma e colore, suono e azione.

Sulla scena prendono vita ora le sculture esili originali creazioni realizzate per noi dallo scultore Vincenzo Balena per Nel tempo che non è più e non è ancora, ora le forme astratte e ironiche, espressione della colta ricerca formale condotta da Giusi Colucci e Gianluca Massiotta per Pane Blu o ancora  il segno e le suggestioni  ispirate a figurazioni orientali e al Bunrako raccolte nella “storica” Fly butterfly con la regia di Stefano Monti e anche  la giocosa invenzione dei  buffi Troll di Marco Muzzolon per Quello che il vento raccontò.

Diverse facce che compongono la vita di una compagnia nella ricerca di una propria originale dimensione di “teatro totale”, capace di legare immagine, parola, musica, gesto e segno, in percorsi drammaturgici volti non solo a intrattenere, divertire e magari stupire, ma anche capaci di offrire spunti di poesia e di  riflessione sul composito “mestiere” del teatro.

Filo rosso (o forse in questo caso meglio “nero”) che unisce i diversi quadri dello spettacolo è la presenza in scena di Jolanda Cappi e Renata Coluccini, protagoniste della più recente ricerca drammaturgica del Buratto (rivolta a un teatro di parole che si ispira a testi letterari di scrittrici quali Antonia Arslan e Alicia Gimez Barlett). Le due attrici attraverso le parole di Heinrich von Kleist,  Roland Barthes e Rocco D’Onghia, la poesia di Maurizio Cucchi e l’ironia surreale di Karl Valentin guidano il pubblico in questo omaggio allo spazio magico del teatro, in particolare del teatro di figura, e riflessioni su una storia e su una scelta artistica.

Al momento del congedo un brindisi fra attori e spettatori ci potrà riportare ai tempi il cui teatro era incontro e festa popolare - spirito che ha segnato le  produzioni del Buratto nei primi anni ‘80, da Gli Arcani maggiori a Quello Stolfo da Ferrara - un modo per riportare alla luce una voglia di “fare teatro”, che ora forse rischia di scomparire risucchiata nel buio, nel nero, di una sempre più debole attenzione alla cultura e ai suoi diversi linguaggi e protagonisti.

Maggiori informazioni e contatti sulla pagina dell'evento.

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