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#5/Spazi Aperti: Isola incontra Bioforme

07/10/2010

Una serie di incontri alla scoperta della vita culturale del quartiere: incontro # 5

di  Bioforme

bioforme

zonaisola.it ha chiesto alle realtà artistico-culturali del quartiere Isola di presentarsi e raccontarsi rispondendo a 10 domande. Quinto appuntamento della rubrica Spazi Aperti con l'Bioforme, associazione culturale senza scopo di lucro operante nel settore dell'arte e nella divulgazione artistica.

Puoi dare un'occhiata a questo articolo e consultare la nostra mappa per scoprire tutte le realtà culturali del quartiere aperte al pubblico e dove si trovano.

 

1. Ci descrivi in breve l’attività della tua organizzazione?

Bioforme è un’associazione culturale senza scopo di lucro operante da anni nel settore dell’arte e nella divulgazione della cultura dell’arte attraverso attività didattiche, incontri, organizzazione di mostre e scambi culturali.  Promuoviamo lo sviluppo della creatività personale attraverso l'insegnamento di arti manuali quali la falegnameria artistica, la scultura e l’intaglio del legno; sempre con  l'utilizzo di strumenti di lavoro semplici, economici, ereditati dall'antica tradizione artigiana.

2. Perchè avete sede all’Isola? Come ci siete arrivati?

Il Maestro Jurek Sztekiel frequenta da tanti anni l’Isola e nel  2002, dopo aver trovato un piccolo laboratorio nel quartiere, ha deciso di fondare Bioforme presso l’attuale sede di Via Boltraffio 16.

3. Che cos’ha il quartiere Isola di speciale per una organizzazione come la vostra?

In realtà niente di speciale, senz’altro si trova in una zona semicentrale ed è ben collegato con la Stazione Centrale e quindi permette a molti soci che provengono da ogni parte d’Italia e che frequentano i nostri corsi di artigianato artistico di raggiungerci con facilità. Anni fa l’Isola rappresentava  ancora  un crocevia di artisti, intellettuali, artigiani dove era facile conoscersi e farsi conoscere; oggi tutto questo non è più vero, l’opportunismo e l’affarismo sono sbarcati anche qui soppiantando il vecchio spirito di solidarietà che caratterizzava la vita di quartiere. Il lavoro delle associazioni rischia di essere strumentalizzato per interessi particolari e ci si ricorda di loro solo quando fa comodo a chi vuole rinnovare l’immagine dell’Isola.

4. Quali sono i problemi e gli ostacoli maggiori a Milano?

Dal nostro punto di vista mancano spazi espositivi e di lavoro accessibili a chi come noi non dispone di capitali da investire. Milano è una città magnifica per chi ha molto denaro, per gli altri resta un amorfo tritacarne. Ci sono poi enormi difficoltà nella mobilità urbana, l’organizzazione del tempo è ferma ad uno schema inadeguato ai ritmi di vita metropolitani, domina un egoismo diffuso e vige un modello di sviluppo culturale centrato solo su moda, design e i cosiddetti grandi eventi gestiti da e per i soliti noti. Tutti gli altri sono destinati a rimanere invisibili. Milano è complessivamente peggiorata, se negli anni ottanta era una città “da bere” ora è solo una metropoli “da sniffare”.

5. E i problemi e le criticità maggiori nel quartiere?

Attualmente il quartiere è soffocato dai cantieri, completamente stravolto da progetti edilizi faraonici, non esistono più di fatto aree verdi, mancano punti di aggregazione alternativi ai locali notturni e alle parrocchie. Gli affitti e i prezzi di abitazioni e spazi commerciali hanno già raggiunto livelli altissimi costringendo i giovani, le famiglie e tutte le piccole attività e associazioni a trasferirsi altrove. Il quartiere sta invecchiando molto rapidamente, come tutta la città del resto, perdendo così le sue energie più vitali.

6. Tra i vostri eventi culturali del 2009-2010, ne puoi indicare 2-3 tra i più significativi?

Abbiamo organizzato il primo concerto per raspe e traforo arricchito da performance di ospiti speciali tra i quali Manuel Agnelli degli Afterhours. Una mostra di 2 settimane che ha dato visibilità alle opere di tantissimi nostri allievi. Un happening dedicato alla realizzazione di sculture di legno aperto a tutti e tanti incontri aperti a tutti presso l’Associazione.

7. Ci anticipi qualche appuntamento della programmazione da settembre a fine anno?

Abbiamo in mente di realizzare una nuova mostra collettiva dedicata a tutti i “bioformisti” che sono stati contagiati dalla passione del legno e della falegnameria creativa frequentando la nostra Associazione e naturalmente di continuare con i nostri corsi di artigianato e scultura.

8. Avete in mente qualche evento destinato in particolare al pubblico dell’Isola? E ai bambini?

Più che organizzare nuovi eventi, che restano spesso fini a se stessi, oggi stiamo lottando per sopravvivere e permettere così ai nostri soci di continuare a frequentare l’Associazione ogni giorno e ad altri ancora di unirsi alla nostra spericolata avventura. Stiamo organizzando dei laboratori per l’educazione alle arti plastiche rivolti ai bambini.

9. Se il quartiere Isola fosse un grande spazio culturale e tu il suo impresario, che cosa ne faresti?

Un grande spazio culturale dovrebbe essere aperto a tutte le arti dello spettacolo, un grande laboratorio o palestra per favorire lo studio, la ricerca interdisciplinare e la sperimentazione artistica, per rendere l’arte una pratica democratica di sviluppo sociale e non solo un mero e sterile prodotto di consumo.

10. Un tuo aneddoto sul quartiere.

Risposta non pervenuta.

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