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#4/Spazi Aperti: Isola incontra artandgallery

28/09/2010

Una serie di incontri alla scoperta della vita culturale del quartiere: incontro # 4

di  artandgallery

artandgallery

zonaisola.it ha chiesto alle realtà artistico-culturali del quartiere Isola di presentarsi e raccontarsi rispondendo a 10 domande. Quarto appuntamento della rubrica Spazi Aperti con l'artandgallery, galleria d'arte che organizza mostre ed esposizioni in via Arese 5.

Puoi dare un'occhiata a questo articolo e consultare la nostra mappa per scoprire tutte le realtà culturali del quartiere aperte al pubblico e dove si trovano.

 

1. Ci descrivi in breve l’attività della tua organizzazione?

artandgallery è una galleria d'arte, dove le diverse espressioni artistiche si contaminano, e che attraverso la nostra programmazione di mostre portiamo avanti in progetti sempre diversificati.

2. Perchè avete sede all’Isola? Come ci siete arrivati?

La scoperta dello spazio è stata del tutto casuale da parte di Gigi Rigamonti (attuale proprietario) che cercava però uno spazio da riconvertire in galleria d'arte, luogo di incontro per scambi di pensieri, parole energie...

3. Che cos’ha il quartiere Isola di speciale per una organizzazione come la vostra?

Il fascino di un posto storico di Milano, dove artandgallery ha avuto un ruolo molto determinante essendo stato un ex teatro, mai utilizzato come tale, ma divenuto famosa balera negli anni 50/60, centro nazionale di karatè per 15 anni e quindi nel 2002 artandgallery. Ci siamo stabiliti quando ancora l'Isola non era un quartiere di moda proponendo un nuovo modo di fare arte e intrattenimento, con tutte le difficoltà del caso data la totale assenza di gruppi, enti ecc. che potessero o volessero affiancare la nostra idea.

4. Quali sono i problemi e gli ostacoli maggiori a Milano?

L'essere una struttura autonoma: per anni ogni nostra richiesta è stata sconfessata dalle varie amministrazioni. Non c'è alcuna possibilità di dialogo con la “nomeklatura” a meno che non si passi per i soliti canali/circuiti di conoscenze, cosa che non ci appartiene poiché sosteniamo ancora la meritocrazia.

5. E i problemi e le criticità maggiori nel quartiere?

L'essere collocati all'interno di un enorme complesso condominiale, dove i condomini non sono affatto concilianti rispetto alle poche (rare) attività che si allungano nella serata.

Per questo siamo costretti ad attività che finiscano entro le 23.00.

6. Tra i vostri eventi culturali del 2009-2010, ne puoi indicare 2-3 tra i più significativi?

Sicuramente la raffinata mostra Digital Brains, a cura di Alessandro Trabucco, un viaggio attraverso la fotografia ed un lavoro di postproduzione digitale. L'ultima poi, “Sfilata di pittura”, a cura di Alan Jones, dove abbiamo fatto sflilare i quadri da ragazzi in guanti bianchi, in un atmosfera di osteria, con tavolate di legno, candele nelle bottiglie di vino, taglieri di salumi ecc.

7. Ci anticipi qualche appuntamento della programmazione da settembre a fine anno?

Una mostra sull'ecologia e l'energia ricavabile dalle alghe (un progetto di Peter Fend), molto articolato e difficoltoso nella realizzazione proprio in questi giorni sta per vedere la luce una bozza di ciò che sarà..

8. Avete in mente qualche evento destinato in particolare al pubblico dell’Isola? E ai bambini?

Ne abbiamo fatti in passato, e non escludiamo di farne altri attraverso alcuni artisti che si sono proposti per passare una giornata con loro e le loro domande.

9. Se il quartiere Isola fosse un grande spazio culturale e tu il suo impresario, che cosa ne farestì?

Esattamente quello che è da sempre il nostro intento: un luogo per tutti dove poter vedere l'arte, ascoltare musica, partecipare a delle performance, ascoltare degli oratori sui temi più disparati, convogliare forze, energie e pensieri.

10. Un tuo aneddoto sul quartiere.

Beh sicuramente riguarda gli anziani (anche con loro abbiamo organizzato degli interventi in una mostra): spesso passano davanti alla galleria e mettono dentro timidamente le canute testoline....io so che quel luogo gli ricorda qualcosa e così dò subito il via con un cordiale benvenuto e loro mi aprono la finestra dei ricordi: in particolare una signora sulla settantina, mi disse che da bambina, aveva 12/13 anni sgattaiolava dalla casa della zia dove andava ad aiutare e, da un passaggio sul retro, entrava nella sala dove ballava la gente... si ricordava del bar, del palco con i musicisti, del buttafuori che sempre la redarguiva. Ma lei imperterrita, nonostante sapesse che a casa sarebbero seguite le botte, tutte le domeniche con la scusa di aiutare la zia, veniva di nascosto al circolo per ballare e ammirare il violinista, così bello...”c'ho ballato una volta... mi stringeva stretta stretta... era di Lambrate (credo ndr.) sono andata una volta a vedere se lo trovavo... faceva l'alpino... non l'ho più visto...”.

Oppure un altro signore che mi raccontava che lui bambino veniva lì nel condominio per portare ad una signorina piuttosto “allegra” le missive che un ragazzo gli dava da consegnare “...probabilmente gli scriveva lettere d'amore... o appuntamenti... poi mettevo la testa dentro il circolo... e mi ricordo che ballavano, sì ballavano...”

Ricordi di altri tempi e di un'Isola che non c'è più, ma a noi piace ascoltarli e io spero sempre che altri incuriositi vengano e mi raccontino le loro storie, fatte di fatica, lavoro, pochi svaghi e tanta umanità...

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